Concorso didascalico: "Il tesoro più grande"

  • ..la luna si rispecchiava nei pozzi dai quali imperterriti i braccianti riempivano secchi di gelida acqua per contenere le fiamme. La vista delle fiamme iniziò a suscitare nel ragazzo un piacere imperfetto, sapeva che quello che stava succedendo era sbagliato eppure non riuscì a trattenere una sensazione di appagamento, lo stesso appagamento che anni dopo lo portarono ad ordinare il medesimo fato per l’Urbe stessa. Quel ragazzo , nato come Lucio Domizio Enobarbo, in seguito fù meglio conosciuto con un altro nome, Nerone..

    "Limits, like fears, are often just an illusion"



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  • sentite cudesta: era il ragazzo che era sopravissuto, la gommora fece incendiare con soldati legionari e imperiani tutto il clan rivale e le familkie della campagna ch con onore aveva diffeso la citta di pizzo, capi il fringuello che, come rriiina salvatore, doveva far furore,; le strade erano bloccate e schelse i tarabostess, cavalliu e calashnikov apresso e vendico tutto xcio che fosse sottomesso, la morale, occio x occio e dente al vento, niente lo fece contento, xcio fondo il c aritas, :))) sfondo le mura e vinse il 4 . 03 salvini



    neeee!

  • Fiamme, occhi gonfi per il fumo, a stento scorge il volto terrorizzato di sua madre che scompare dietro il crollo di una trave incandescente. Un pretoriano lo strattona disperato per un polso. Poco dopo una mazza si abbatte sul suo elmo, frantumandolo. Mentre il corpo dell'uomo si accascia a terra, gli occhi del Teutone che ha appena calato il colpo si accendono di una gioia sinistra alla vista delle carte stroppicciate tra le mani del bambino. Un secondo pretoriano si getta tra lui e il barbaro, lo scudo alzato ad intercettare la mazza che si abbatte una volta, due, ancora ed ancora. Gemendo sotto la violenza dei colpi, l'uomo gli intima di fuggire, di portare in salvo quanto gli è stato affidato. Il bambino sa che presto il pretoriano incontrerà lo stesso destino del suo compagno. Mentre corre, si aggrappa a quegli scritti come se fossero il tesoro più grande del mondo.



    Marcus si svegliò ansimante tra lenzuola madide di sudore. Solo un sogno, pensò mentre si passava la mano sul volto, sempre lo stesso maledetto sogno.Si alzò dal letto e si diresse verso la finestra, attraversando la stanza buia. Aveva bisogno di aria.
    Era passata quasi una vita intera, e quelle immagini non l'avevano mai abbandonato. Sorrise, pensando al bambino che era stato, che nemmeno conosceva il valore di ciò che portava tra le mani nella sua fuga disperata. Gli avevano detto che quelle carte erano importanti, che uomini e donne erano morti per esse, che sarebbero servitie a cosruire la cosa più grande mai fatta dall'uomo. Da bambino non ci credeva, per lui erano parole prive di senso, voleva solo tornare alla vita che aveva lasciato. Voleva solo riabbracciare sua madre.


    Eppure..


    ..eppure oggi, molti anni e guerre dopo, uscendo sulla terrazza nella brezza estiva, poteva ammirare il suo regno estendersi a perdita d'occhio dalla cima della Meraviglia del Mondo.

  • bhe era propio un bambino spensierato...fino a quando quella notte non senti l'odore delle fiamme e della morte tutto intorno a lui. Fu esattamente in quella notte che lui scopri la cosa piu' preziosa, trasparente e irrimediabilmente unica che custodiva da sempre....la vita!

  • Insieme al tesoro vi era un bigliettino con una scritta quasi illeggibile che citava: Intelligenti pauca. Passarono 12 anni ma Naevius non era ancora riuscito a capire il significato di quel bigliettino ma soprattutto di quella pietra, di quella DANNATA pietra che portava con sé la natura: il suono dell'acqua del mare consacrata da Nettuno, un freddo degno di un vento artico scagliato da Eolo, lo splendore di un fuoco così forte da sembrare il Sol Invictus e la resistenza di Gaia; ma la cosa che più affascinava ed incuteva timore di quella ingannevole pietra era la sua aura mistica che, come la bellezza di Venere, incantava e attraeva a sé chiunque la guardasse, creando orde di fedeli ma seducendo e stregando anche spietati e nequitosi barbari intenti a rubarla. E fu solo all'età di 72 anni, quando fu pugnalato al cuore uscendone indenne, che capì e ricordò tutto su quella pietra, come se un flusso mistico avesse invaso la sua coscienza: quella non era una COMUNE pietra, quella era la cagione che scatenò innumerevoli guerre, il fomento che fece mettere a fuoco la sua città natale, la matrice che risultò perduta per moltissimi anni, quella era la PIETRA FILOSOFALE.

  • Ringrazio tutti per la vostra partecipazione. Vedo che le storie vi appassionano.


    Ecco i vincitori


    1° classificato
    @OtterSpace


    2° classificato
    @Sabse


    3° classificato
    @JDraco


    4° classificato
    @TheAngryQueen


    5° classificato
    @Fateless


    6° classificato
    @Marcus Aurelius


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